ALLA TRIENNALE LA RAI RACCONTA L’ITALIA 1924-2014

di Ugo Perugini

Dopo l’esposizione al Vittoriano di Roma, dove sono stati raggiunti oltre centomila visitatori, la mostra della Rai (gratuita) ora approda alla Triennale di Milano e vi starà fino al 15 giugno, in attesa delle ultime due tappe che la porteranno a Napoli e Torino. Una esposizione non celebrativa o didascalica ma un viaggio attraverso i suoni, le immagini, i ricordi di ciò che costituisce un patrimonio ricchissimo che ha contribuito in maniera fondamentale alla crescita culturale e civile del Paese.

Davvero nella Rai c’è di tutto e di più. Ci sono gli elementi che hanno contribuito allo sviluppo del nostro immaginario collettivo, personaggi, trasmissioni, servizi, programmi, avvenimenti di cronaca e storia raccontata e condivisa con gioia, dolore, curiosità e che hanno contraddistinto i grandi cambiamenti sociali, economici, culturali e scientifici nel corso degli anni. Nella Rai, però, ci siamo anche tutti noi e il fascino della Mostra sta anche in questo, nel poter ritrovare nei numerosi documenti messi a disposizione, gli elementi della nostra memoria viva e personale.

Alcune vecchie radio
Alcune vecchie radio

La Rai, nonostante tutti i problemi politici e di lottizzazione, resta un’impresa sana e ricca di professionalità che, pur nei suoi limiti, ha saputo essere un servizio pubblico utile, affidabile, capace di creare valore per i cittadini. La Mostra è suddivisa in nove sezioni: otto dedicate alla televisione e una alla radio. Storia dell’informazione, testimonial Sergio Zavoli, Spettacolo Emilio Ravel; Cultura Andrea Camilleri; Scienza Piero Angela; Politica Bruno Vespa; Società Piero Badaloni; Economia Arnaldo Plateroti e Sport Bruno Pizzul. La nona sezione è dedicata alla Radio e il testimonial è Marcello Sorgi. Ogni sezione ha delle postazioni interattive che offrono al visitatore la possibilità di scegliere tra i numerosi programmi selezionati.

Oltre ai documenti, recuperati dalle teche Rai, dove giace un patrimonio di oltre un milione di ore di filmati, ci sono gli strumenti utilizzati, come telecamere o microfoni e vecchie radio, oltre a una rassegna di costumi, curata da Fabiana Giacomotti. Ma la Mostra sulla Rai è anche Mostra d’arte in quanto nelle sale vengono esposte le numerose opere provenienti dalle collezioni conservate nei suoi studi e realizzate da artisti di fama come Guttuso, De Chirico, Casorati, Nespolo, Cremona, Campigli, Turcato, Vedova e altri.

Costumi di scena
Costumi di scena

Ha ragione Piero Badaloni, quando nella presentazione ha affermato che per visitare bene la mostra occorrerebbe una giornata intera. Certo, il materiale è immenso e composito, ma i visitatori potranno fare ognuno le proprie scelte, recuperando quei suoni, quelle immagini, quegli spezzoni che in qualche modo ricordano i momenti più significativi della loro vita. Perché davvero la Rai è un patrimonio di tutti.

Una telecamera  e un microfono d'altri tempi
Una telecamera e un microfono d’altri tempi

Ma la Rai non guarda solo al passato. Cerca di affrontare un futuro non facile, visto il cambiamento epocale che ha coinvolto tutti i mezzi di comunicazione, con ottimismo e determinazione. Secondo la Presidente Tarantola, la strada da percorrere è quella che si rifà allo slogan della Bbc: “informare, educare, intrattenere bene”. Compito tutt’altro che facile ma che va perseguito fino in fondo con l’obiettivo di promuovere sempre il valore culturale, economico e sociale delle conoscenze da condividere con il pubblico.

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