CANONIZZAZIONE DI DI DUE PAPI DEL XX SECOLO

di Antonio Barbalinardo

La Chiesa universale è in festa per la Canonizzazione di due Papi del XX secolo: Giovanni XXIII, 261° Pontefice e Giovanni Paolo II il 264°. Angelo Giuseppe Roncalli, bergamasco, nativo di Sotto il Monte, una terra di santi sacerdoti e sante suore. Karol Jozef Wojtyla, nativo di Wadovice, terra polacca, che ha vissuto il grande dramma della guerra, con le note vicende politiche e la persecuzione, l’allora giovane studente Karol Wojtyla ne fu diretto testimone.

Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, due Pontefici tanto diversi ma così uniti nella Fede, entrambi hanno segnato la storia del nostro tempo. Molto è stato scritto e riferito dai media di tutto il mondo, la loro storia è conosciuta da tutti, cattolici e non cattolici, credenti e non credenti, il loro percorso e l’impegno è andato oltre a quello che è stato il loro ministero Pastorale.

Di questa grande Canonizzazione, anche noi della Redazione de ”ilmirino.it” vogliamo condividerla insieme a tutti coloro che parteciperanno a questo momento di solennità, che dovrà essere prima di tutto un momento di fede, di conversione e di meditazione.

Pertanto cercherò di esprimere alcuni ricordi anche personali che mi porteranno alla riflessione di questi due Santi Papi.

Angelo Giuseppe Roncalli, fu eletto Pontefice prendendo il nome di Giovanni XXIII il 4 novembre 1958, era già anziano, molti ritenevano che il suo pontificato dovesse essere breve e di passaggio. La storia ha dimostrato il contrario, Papa Giovanni XXIII ha dato una svolta decisiva alla Chiesa, con l’apertura del “Concilio Vaticano II”, che promosse il dialogo ecumenico per l’unità dei cristiani.

Il Concilio fu l’inizio di diversi e notevoli cambiamenti, nell’ambito sia della riforma liturgica, sia di un nuovo e più aperto dialogo di fratellanza e di confronto con tutti gli uomini di buona volontà.

Inoltre le encicliche di Papa Giovanni XXIII, hanno segnato la storia nella Chiesa come la “Mater et Magistra” che aggiornava la dottrina sociale della Chiesa e la “Pacem in terris”, enciclica voluta per la particolare situazione del clima di guerra fredda in atto agli inizi degli anni ’60. Papa Giovanni XXIII, è stato il Papa della mia infanzia a Lui mi lega il ricordo di quando ero un piccolo chierichetto e in quel periodo ci fu il passaggio del rito della Santa Messa dalla lingua latina alla lingua italiana.

La caratteristica del pontificato di Giovanni XXIII è stata la sua disarmante semplicità di uomo buono, l’amore fiducioso e il servizio profetico nel dare quel forte contributo che rinnovò la Chiesa, processo di rinnovamento che oggi Papa Francesco sta portando avanti.

Karol Jozef Wojtyla, fu eletto Papa il 16 ottobre 1978 col nome di Giovanni Paolo II, è il Papa che ho conosciuto di più e meglio, il suo pontificato è durato circa 27 anni, ha vissuto il suo magistero in un momento di maggior progresso tecnologico e le persone l’hanno potuto sentire e vedere di più nei suoi viaggi e con i diversi mezzi mediatici.

Personalmente sono legato molto alla sua figura perché il mio impegno nell’ambito sociale è iniziato con il suo pontificato; la sua esperienza di vita vissuta prima da laico credente e dopo da Pastore della Chiesa m’incuriosiva e mi affascinava. Come non ricordare quei momenti che ho avuto la possibilità di vederlo abbastanza da vicino, in occasione del XX Congresso Eucaristico a Milano dal 20 al 22 maggio 1983. Papa Giovanni Paolo II in quell’avvenimento storico della nostra diocesi Ambrosiana, dove nell’intenso programma anche la Circoscrizione 8 ebbe un ruolo importante poiché ha avuto la gioia di ospitare Giovanni Paolo II per la celebrazione della Santa Messa nel Quartiere Gallaratese, antistante la chiesa della Parrocchia Maria Regina della Pace, eravamo lì quasi in duecentomila fedeli, nonostante la grande pioggia che smise come un miracolo durante la celebrazione della Santa Messa. Dopo la Messa mi avviai subito verso la via del ritorno, sapevo che il Santo Padre per rientrare in Arcivescovado avrebbe dovuto attraversare viale De Gasperi – Scarampo. Così velocemente mi avvia poiché desideravo arrivare in tempo sul retro dell’Istituto Luigi Palazzolo, dove sapevo che il cappellano dell’istituto, alcune suore e diversi ospiti, sarebbe stato lì ad aspettare il passaggio del corteo del Santo Padre.

Dopo un poco di tempo iniziò il passaggio delle staffette della Polizia, si stavano avvicinando le auto delle autorità che accompagnavano Giovanni Paolo II, il Papa sarebbe passato a pochi metri di distanza da noi.

S’intravede la papamobile che si avvicinava, si vede il Cardinale Martini parlare con Papa Giovanni Paolo II, gesticola e indicava verso di noi, senz’altro gli avrà riferito che quello era l’Istituto Luigi Palazzolo, difatti la papamobile decelerò la corsa, passando lentamente davanti a noi, quasi da fermarsi, il Santo Padre e il Cardinale Martini ci benedissero, quel momento fu molto bello e emozionante.

Così com’è vivo in me ancora il ricordo del viaggio – pellegrinaggio avventuroso fatto a Roma il 6 aprile 2005 per rendere l’omaggio e la preghiera personale davanti al feretro di Papa Giovanni Paolo II.

Oggi, il mio pensiero va sì a Roma, ma va a Sotto il Monte e a Sua Eminenza il Cardinale Loris Capovilla che è stato il Segretario personale di Angelo Roncalli, già da Patriarca di Venezia, dopo da Papa, oggi è il custode della memoria storica di Giovanni XXIII.

A dicembre scorso in una mia intervista a Loris Capovilla chiesi: Eccellenza, senz’altro parteciperà a Roma alla cerimonia della Santificazione. In attesa di tale momento, come lo sente e come si prepara?

La risposta fu: “Il mio cuore palpita a Roma sempre; là arriva ogni giorno la mia preghiera, là palpitano i miei intenti; per tutti imploro i doni dell’unità, della libertà della pace. L’eventuale presenza personale a Roma dipende dalle disposizioni divine. Non posso negare che molto probabilmente una certa commozione si farà breccia nel mio animo, un misto tra emozioni e ricordi, ricordi di un tratto di strada, che resterà storico e che la Provvidenza mi ha concesso, senza meriti da parte mia, di entrare a farne parte, accanto a Papa Giovanni”.

Ho sentito telefonicamente il segretario del Cardinale Loris Capovilla e le Suore delle Poverelle della comunità di Sotto il Monte e come noto Loris Capovilla ha 98 anni, pertanto non sarà a Roma, seguirà con loro alla televisione la Canonizzazione di Papa Giovanni XXIII e di Papa Giovanni Paolo II, spiritualmente saranno lì con Papa Francesco che concelebrerà la Santa Messa, anch’io seguirò alla televisione questo momento solenne e storico.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *