LA METROPOLITANA MILANESE HA COMPIUTO 50 ANNI

di Carlo Radollovich

In una vecchia canzone milanese (“Lassa pur ch’el mond el disa”), scritta dal compianto maestro Giovanni D’Anzi nel 1939, si accennava tra l’altro al progetto di una metropolitana da realizzare in città, ma si diceva pure, amaramente, che tale progetto si stava sempre più allontanando. E infatti, di progetti se ne contavano parecchi, risalenti addirittura all’Ottocento. Ci fu chi, affascinato dalla metropolitana di Londra, propose una strada ferrata da costruire en plein air sul letto prosciugato dei navigli. Chi insisteva nel congiungere Milano a Monza grazie ad una via ferrata sotterranea e chi, prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, proponeva persino un’ipotesi fantascientifica: la costruzione contemporanea di sei linee sotterranee. Ma non se ne fece nulla.

Finalmente, nel 1952, il Comune creava una società, Metropolitana Milanese (finanziamento da parte del Comune di mezzo miliardo di lire più prestiti da parte della cittadinanza), con la finalità di realizzare l’opera. Particolarmente impegnato nel progettare le singole stazioni fu Franco Albini (1905-1977), architetto ottimamente affermatosi a livello internazionale, amico di Le Corbusier.

Nel maggio del 1957 si aperse il primo cantiere in viale Monte Rosa. Durante gli scavi vennero alla luce parecchi reperti archeologici, tra cui tratti di pavimentazione romana, resti della vecchia cattedrale di Santa Tecla e ritrovamenti del battistero di San Giovanni. Si raccolsero accuratamente diverse tracce antiche, che vennero poi catalogate.

Dopo sette anni di impegnativo lavoro (sembrava che la falda acquifera si…opponesse, in alcuni tratti, alle varie fasi di lavorazione) ecco finalmente l’inaugurazione dei primi dodici chilometri di percorso, da Marelli a Lotto, comprensivi di ventuno stazioni. Era il 12 aprile 1964 e la “rossa” poteva dirsi ufficialmente nata. Come noto, fu così chiamata perché, anche oggi, il rosso è il suo colore predominante, utilizzato per la decorazione delle stazioni e dei treni. Quel giorno, più volte ricordato dai milanesi, erano presenti, tra gli altri, il presidente Segni, il sindaco Pietro Bucalossi, il suo predecessore Virgilio Ferrari, i parlamentari Spagnolli e Tremelloni, il cardinale Giovanni Colombo. L’apertura al pubblico (cento lire il biglietto) avvenne il 1° novembre dello stesso anno. Giovanni D’Anzi si emozionò e ne rimase entusiasta. Ma non se la sentì di scrivere sul tema una delle sue adorabili canzoni…

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