I 5 MOTIVI DELLA CRISI DEL MILAN

Dopo la sconfitta nell’ultimo turno con il Parma, i rossoneri sono in piena crisi, undicesimi in classifica e fuori da tutte le coppe; in questa stagione sembrano costretti ad alzare bandiera bianca e ad auspicare in una completa rivoluzione l’anno prossimo. Andiamo ad analizzare i problemi più gravi del Milan:

  • Il primo è sicuramente quello che i rossoneri devono risolvere nel minor tempo possibile e riguarda l’ambito societario. Il caos tra Barbara Berlusconi ed Adriano Galliani continua da inizio stagione e ha portato a gravi disordini e incomprensioni; inoltre le ultime parole del presidente  riguardo ad una squadra “costruita male” non fanno che peggiorare la situazione dell’ a.d. rossonero e creare ulteriore tensione all’interno dell’ambiente.
  • Il secondo problema riguarda il mercato del Milan, privo di investimenti e di giocatori pronti. I vari Rami, Essien, Taarabt e Honda si sono rivelati, per un motivo o per un altro, non adatti a risolvere i problemi di una squadra in crisi come quella rossonera. Alcuni sono troppo vecchi, mentre altri semplicemente stentano a ritagliarsi un spazio importante e le voci che parlano dell’acquisto dello svincolato Alex non possono che far pensare ad un altro calciomercato di secondo livello.
  • Altre difficoltà, in questi anni, dopo la cessione di Thiago Silva e l’addio di Nesta, le ha causate il pacchetto difensivo che non mai dato garanzie e non ha in nessun giocatore un elemento di spicco che possa elevarsi al di sopra degli altri. Sicuramente nel prossimo mercato la società dovrà assolutamente investire prima di tutto in questo reparto, comprando almeno un giocatore di alta levatura.
  • Un ulteriore problema riguarda la figura di Mario Balotelli. Il giocatore italiano, per il quale il Milan ha investito molto, non ha ancora dimostrato di essere il trascinatore attorno al quale i rossoneri hanno costruito la loro squadra. Se in questi mesi continuasse con le sue intemperanze e le prestazioni indolenti, si potrebbe pensare anche alla sua cessione per monetizzare.
  • L’ultimo motivo della carenza di risultati è molto probabilmente dovuto alla poca esperienza di Clarence Seedorf. La decisione di chiamarlo subito per prendere le redini della squadra, dopo l’esonero di Allegri, è forse stata avventata. Sarebbe stato preferibile lasciare la panchina ancora allo stesso allenatore toscano o a un traghettatore come Tassotti, in modo tale che l’olandese potesse iniziare la sua esperienza sin dalla preparazione estiva.

Come uscire dalla crisi? Salvando il salvabile in questa stagione e iniziando la rivoluzione dalla prossima, magari con un nuovo assetto societario, il progetto per il nuovo stadio e qualche maggiore investimento.  Luca Cordini

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