PRIMAVERA, TEMPO DI ALLERGIE

Intervista al Prof. Renato Gaini Direttore della Clinica Otorinolaringoiatra  Università degli Studi di Milano – Bicocca

Professore, con l’avvicinarsi della bella stagione particolarmente diffusa è, a carico dell’apparato respiratorio, la “rinite allergica”, comunemente conosciuta come “raffreddore da fieno”. Come si può distinguere da un normale raffreddore dovuto a un malanno stagionale? La rinite allergica compare tipicamente in seguito all’esposizione agli allergeni. I sintomi principali sono prurito, ostruzione nasale, starnuti e rinorrea acquosa e può essere a volte associata a lacrimazione, congiuntivite e tosse secca. Al contrario la rinite dovuta a cause infettive virali o batteriche è più spesso associata a rinorrea mucopurulenta e febbre.

ilMIRINO - cibi ricchi di istaminaL’alimentazione (es. mangiare cibi più o meno ricchi di istaminici) può incidere o aiutare nella prevenzione delle allergie? Non vi è una cross reattività tra alimenti ricchi di istamina e allergeni inalanti. Tuttavia, siccome la sintomatologia allergica è dovuta al rilascio di sostanze istamino-simili, in un soggetto predisposto, sarebbe buona norma evitare i cibi ricchi di istamina che tendono a far peggiorare il quadro clinico (ad esempio crostacei, formaggi fermentati, insaccati, acciughe).

Le allergie respiratorie possono manifestarsi per la prima volta anche in età adulta, comparendo all’improvviso. Nel corso di anni possono anche scomparire, magari dopo un particolare stato fisico come per esempio una gravidanza? Le allergie possono comparire per la prima volta nell’adulto, anche se solitamente i sintomi tendono a decrescere gradualmente con l’età. Durante la gravidanza la risposta immunitaria si modifica e in genere risulta più tollerante nei confronti degli allergeni, ma le allergie tendono comunque a ripresentarsi dopo il parto.

Le allergie si manifestano a causa di una predisposizione genetica oppure dipendono principalmente da fattori di tipo ambientale? Le allergie sono patologie multifattoriali, caratterizzate da una predisposizione genetica, su cui poi incidono dei fattori alimentari e ambientali, primo tra i quali l’inquinamento atmosferico che paralizza le ciglia dell’apparato respiratorio aumentandone la permeabilità agli allergeni. Le sostanze così inalate passano la barriera mucosa dove scatenano la risposta immunitaria nel soggetto predisposto.

Ci sono “falsi miti” (vitamine, acqua di mare, etc.) che si diffondono quando si parla di allergie? Per prevenire la comparsa della sintomatologia allergica l’unico mezzo efficace è evitare l’esposizione all’allergene o allontanandolo (lavaggi nasali), per esempio evitando gli ambienti esterni durante il periodo di impollinazione o facendo particolare attenzione all’igiene ambientale nel caso di allergie ad acari della polvere, muffe e forfora di animali.

L’allergia respiratoria è veramente una cosa tipicamente primaverile? Alcune allergie respiratorie sono caratterizzate da una stagionalità, ma è interessante anche correlarle alla latitudine e all’altitudine: per esempio le betullacee hanno un periodo di fioritura da inizio febbraio a fine aprile nel nord Italia, mentre al centro l’impollinazione avviene con circa un mese di ritardo. L’ambrosia fiorisce tra metà agosto e ottobre nelle regioni settentrionali, mentre è assente nel Sud Italia. Esistono anche delle allergie cosiddette “perenni”, che quindi si presentano indifferentemente in tutti i periodi dell’anno (acaro della polvere, muffe e forfora degli animali sono le principali).

Ad oggi qual è il grado di soddisfazione ed efficacia delle terapie di prevenzione con i vaccini? È stato dimostrato che dopo 3 anni circa di somministrazione del vaccino la sintomatologia allergica subisce un’attenuazione, anche se talvolta si tratta di un’efficacia temporanea lasciando il dubbio se sia una reale attenuazione della sintomatologia o una mancata risposta immunitaria.

Professore, quali sono i principali farmaci di automedicazione che possono alleviare i sintomi legati alla rinite allergica? E quali i più utilizzati? I farmaci senza l’obbligo di prescrizione più utilizzati sono gli antistaminici, sia a uso topico che sistemico. In particolare tra i farmaci a uso sistemico troviamo cetirizina, loratadina, prometazina e difenidramia. Questi vengono spesso associati a spray nasali e colliri contenenti desclorofeniramina, difenidramina e prometazina, e a vasocostrittori sotto forma di spray nasali, come efedrina e naftazolina. È importante fare un uso appropriato di questo tipo di spray, poiché se abusati, possono determinare importanti effetti atrofizzanti sulla mucosa nasale.

Stefania Bortolotti

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