Il restauro del Napoleone di Canova a Brera

Dal 30 settembre si è dato il via alla fase preliminare del restauro del monumento di Napoleone. Ora è arrivata la seconda fase. Napoleone giace in orizzontale, sempre nel cortile d’onore, e si è già cominciato a lavorare al progetto, sostenuto tra l’altro da Bank of America Merrill Lynch 2013 Art Conservation Project.

 

Qualche dato: la statua è alta quasi tre metri e mezzo e pesa 3.180 chilogrammi.

 

Nella prima fase, durata tre mesi, la statua è stata lasciata sul proprio basamento, in posizione verticale e sono state eseguite varie analisi compresa una campionatura della superficie bronzea, attraverso prelievi di campioni di materiali in superficie, sotto forma di micro frammenti e polveri per identificarne la lega e per determinare lo spessore dei prodotti di corrosione. Si sono, poi, svolte le delicate operazioni di movimentazione della statua dal basamento. Grazie a una gru, la statua è stata collocata orizzontalmente per consentire ai tecnici di operare con sicurezza anche all’interno del manufatto. La posizione attuale verrà mantenuta per tutto il periodo del restauro, probabilmente fino a fine giugno prossimo.

Altra immagine del laboratorio
Altra immagine del laboratorio

Poi, attorno alla statua e al basamento, è stato realizzato un vero e proprio laboratorio di restauro, progettato da Mario Bellini, con grafica di Italo Lupi, che hanno generosamente offerto la loro collaborazione gratuitamente. Cosa importante per i visitatori: il laboratorio, trasparente nella facciata verso via Brera, consentirà al pubblico di osservare e seguire dal “vivo” lo svolgersi del restauro, che, è opportuno ricordarlo, è stato progettato e diretto da Daniele Pescarmona per la Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici di Milano.

Brera si fa bella cominciando dai tetti

In apparenza “ripassare” dei tetti sembra cosa da poco. Così non è nel caso di Brera. Innanzitutto per la superficie coinvolta; si tratta, infatti, di ben 6 mila metri quadri di tetto, poco meno della superficie del campo di San Siro, per dare un’idea. Poi perché, per eseguire a regola d’arte l’intervento, dovranno essere “passati” ovvero tolti, se del caso sostituiti e quindi reinseriti qualche cosa come 288.836 coppi di epoca varia e quindi di fornaci e grane diverse: si va dai coppi di epoca teresiana a quelli messi in opera nel 1950, all’indomani del secondo conflitto mondiale per ovviare ai gravissimi danni causati dai bombardamenti del ’43 su Milano, a quelli di ulteriori, parziali interventi di tamponamento delle falle succedutesi negli ultimi decenni.

In colore, i tetti di Breri che verranno risistemati
In colore, i tetti di Brera che verranno risistemati

Non è indifferente nemmeno ciò che queste coperture sono destinate a proteggere. Sotto questi sei mila metri di tetto ci sono tesori dell’umanità come la  Pinacoteca di Brera o la Biblioteca Braidense, con tutti i loro inestimabili capolavori. Ma anche l’Accademia di Belle Arti, con la sua intensa attività didattica, l’Orto Botanico, l’Osservatorio Astronomico, l’Istituto Lombardo di Scienze Lettere e arti, senza dimenticare la storica e prestigiosa Associazione degli “Amici di Brera” a portare a ben sette le istituzioni che convivono oggi sotto questo immenso “ombrello” oggi, purtroppo malconcio.

Le maestranze della D’Auditorio Appalti e Costruzioni srl con sede a Teramo, impresa che si è aggiudicata l’appalto, si sono impegnate a concludere i lavori entro 18 mesi, o più esattamente, entro 545 giorni  dall’avvio cantiere. 3.424.708,55  di euro il costo dell’intervento.

 

Ugo Perugini

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