STORIA E PARTICOLARITA’ DI VILLA SIMONETTA

Nella nostra città è ancora presente un ultimo esempio di dimora patrizia rinascimentale, rispondente al nome di Villa Simonetta. Assai elegante, con uno stupendo loggiato, risulta composta da nove arcate poggianti su pilastri di stile dorico. E’ molto amata dai milanesi, i quali, anche in occasione di manifestazioni musicali estive, la frequentano con piacere, godendosi al tempo stesso la frescura del suo giardino.

Eretta verso la fine del Quattrocento da Gualtiero da Bascapé, fido collaboratore di Ludovico il Moro, venne in origine denominata “La Gualtiera”. Successivamente venne chiamata “Gonzaga” quando il governatore di Milano, Ferrante Gonzaga, decise di acquistarla. La voleva più ampia, maggiormente decorata, insomma più lussuosa, e incaricò l’architetto Domenico Giunti (1505 -1560) di realizzare quel magnifico loggiato citato in precedenza, a cui Andrea Palladio si ispirò nell’erigere Palazzo Chiericati (edificio assai ammirato, visitabile a Vicenza in piazza Matteotti). Nel 1555 la villa venne acquistata dalla famiglia Simonetta e, a partire da questa data, malgrado i diversi proprietari succedutisi (Castelbarco, Clerici, Osculati), non mutò più il proprio nome. Clelia Simonetta, in particolare, organizzò numerose feste, convivi, balli in maschera e la villa divenne un attraente centro di frequentazione per la nobiltà più altolocata. Veramente curiosa e ammirata da tutti una singolare proprietà: l’eco. Infatti, il fenomeno si poteva replicare per trenta volte e anche più. Ma nel corso dei decenni, terminate in villa le diverse manifestazioni di vario genere, si notarono segni di decadimento della struttura. La mancanza di opportuni restauri e la quasi cessazione di cure botaniche all’ampio giardino, provocarono un progressivo decadimento. Nell’Ottocento venne addirittura trasformata in infermeria, in fabbrica di candele, in officina e persino in caserma. I bombardamenti del 1943 comportarono un serio danneggiamento del loggiato e di numerose decorazioni interne. Tuttavia, nei primi anni Sessanta,  il Comune di Milano si prese a cuore la villa ed iniziarono i restauri anche se non con celerità. Finalmente, nel 1973, cominciarono ad udirsi nelle sue antiche sale i tanto attesi concerti musicali. La villa fu infatti sede della Civica Scuola di Musica e poi dell’Accademia Internazionale della Musica.

Carlo Radollovich

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